Inserito da: maremmapromotion | 27 Aprile 2008

Le opere idrauliche per la Bonifica della Maremma Toscana

 

Si tratta di un percorso turistico-didattico da compiere sia in maniera individuale che in gruppo. È particolarmente indicato per le gite scolastiche: per la sua valenza storica e naturalistica si presta infatti ad essere integrato nei programmi seguiti dagli alunni che toccando con mano le testimonianze presenti nel nostro territorio possono meglio comprenderne l’importanza ed appassionarsi allo studio delle stesse. Il percorso si svolge in maniera circolare, partendo dalla strada delle Collacchie, toccando quindi Castiglione della Pescaia, Marina di Grosseto, Grosseto, fino a tornare a Castiglione della Pescaia percorrendo la strada provinciale del Padule. Ciascuna delle località menzionate offre elementi da integrare nel percorso, in quanto testimonianze del passato e del presente della bonifica,

Castiglione della Pescaia: la prima costruzione inerente il processo di bonifica attuato nel corso degli anni che si incontra a Castiglione della Pescaia, è il Ponte Giorgini; venne fatto costruire nel 1827 da Leopoldo II di Lorena su progetto del matematico Giorgini sul fiume Bruna, per evitare la mescolanza delle acque dolci con quelle salate, ritenuta al tempo causa principale della malaria. Era un ponte a tre luci, con cateratte che si aprivano in direzione del mare. L’attuale Ponte Giorgini fu costruito però nel 1930 per opera del Consorzio di Bonifica Maremmano. Dal ponte è possibile godere del panorama sul porto, ammirare la darsena con le sue imbarcazioni e rivolgere lo sguardo al castello che sovrasta il paese. Il Ponte Giorgini separa il Bruna in due parti di cui quella di sinistra si presenta sottoforma di fiumara in quanto, salvo a causa di abbondanti precipitazioni, il corso del fiume non arriva al mare. Appena oltrepassato il ponte, svoltando a sinistra, si imbocca la strada che conduce ad un’altra notevole opera nel contesto della bonifica. Casa Ximenes - Diaccia Botrona L’edificio che spicca all’interno della palude della Diaccia Botrona, e che con il suo colore rosato (da cui deriva il nome “Casa Rossa”, con cui è meglio conosciuto) attira l’attenzione di chi ammira il panorama dalle mura di Castiglione, è la Casa Ximenes, dal nome dell’ingegnere che l’ha progettata. Questa imponente struttura fu costruita intorno al 1765 per volere del Granduca Pietro Leopoldo di Lorena nell’ambito del piano di bonifica della Maremma Grossetana. La sua funzione doveva essere quella di evitare il ristagno delle acque, piuttosto che prosciugare il lago Prile come tentato in precedenza, lasciandolo come importante fonte di reddito e di occupazione. Da qui deriva la costruzione di una struttura come la Casa Rossa, che doveva servire, oltre che come infrastruttura di bonifica, anche ad  azionare mulini, frantoi, abbeverare bestiami, garantire la percorribilità del canale e permettere uno sfruttamento razionale della pesca. Sopra le tre grandi arcate che ne caratterizzano la struttura, si trova lo stanzone dell’argano nel quale erano collocate le macchine e le pulegge utilizzate per manovrare le cateratte. L’edificio, ancora ben conservato, ospita oggi il suggestivo Museo Multimediale Casa Rossa Ximenes, che rappresenta il principale punto di ingresso al Padule di Castiglione della Pescaia (Riserva Naturale Provinciale Diaccia Botrona), una delle più significative aree umide europee. Un percorso multimediale consente, fra l’altro, di osservare in diretta gli animali presenti nell’area, grazie a telecamere azionabili da postazioni che riproducono le immagini su grandi schermi.

L’itinerario pertanto può essere integrato anche da una vista al suddetto museo, unendo alla struttura di interesse storico anche l’elemento naturalistico.

Marina di Grosseto: il percorso continua in direzione Marina di Grosseto, seguendo la SS 322 e attraversando la pineta del Tombolo, anch’essa derivante il suo attuale assetto dal periodo delle grandi bonifiche. Si incontra poi il canale di S. Leopoldo, comunemente conosciuto come Fiumara, scavato nell’ambito dei lavori di bonifica e avente all’epoca la funzione di convogliare le acque di piena dell’Ombrone. Si procede poi verso Grosseto, incontrando il Casotto dei Pescatori, opera di bonifica più recente, risalente agli anni ’30, ed ancora di grande importanza per la salubrità della pianura grossetana.     

Grosseto: l’itinerario prosegue poi all’interno della città di Grosseto, con un’eventuale sosta all’interno della stessa. La visita alla città può richiedere alcune ore, volendo approfondire l’osservazione di quelle che sono le principali testimonianze storiche all’interno della città (le Mura Medicee, il Cassero Senese, la Chiesa di San Francesco, il Museo Archeologico, il palazzo del Comune, il Corso Carducci, la Cattedrale neogotica di San Lorenzo, il Palazzo della Provincia di Grosseto, la Piazza delle Catene con il monumento a Leopoldo II di Lorena, detto “Canapone”, che simboleggia il Granduca nell’atto di sollevare la Maremma sottoforma di donna e di calpestare la malaria, simboleggiata da un serpente, che a lungo l’ha soggiogata. Continuando il percorso sulle tracce della bonifica si esce da Grosseto per visitare Ponte Tura, anche detto “La Steccaia”, monumentale opera del 1829 situata sull’argine destro del fiume Ombrone. Si raggiunge proseguendo sulla SS 322 in direzione Scansano e superando la frazione di S. Martino. La visita dell’intera aera richiede circa due ore, compresa l’osservazione della diga e del canale Diversivo. La visita a questo punto volge al ritorno, seguendo l’itinerario che riporta a Castiglione della Pescaia; ma la scoperta del ricchissimo patrimonio storico di questa parte di Maremma prosegue toccando ancora alcune località che testimoniano gli interventi umani che hanno modellato nella storia un territorio “difficile” ma anche straordinariamente ricco. Percorrendo la strada provinciale “del Padule” si incontrano, tra il fosso dell’Ampio e il fiume Bruna, le chiuse dei Ponti di Badia. A questa altezza, addentrandosi nell’area paludosa, si può osservare la Badiola al Fango, altura identificata con l’Isola Clodia e citata anche da Cicerone nell’orazione Pro Milone. Sull’altura sono attualmente identificabili i resti di un monastero medievale.


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